L'EDITORIALE

L'ultimo gladiatore di Frank Williams: addio ad Alan Jones, l'uomo che portò l'Australia in cima al mondo

L'ultimo gladiatore di Frank Williams: addio ad Alan Jones, l'uomo che portò l'Australia in cima al mondo

Il mondo dell'automobilismo piange la scomparsa di una delle sue figure più iconiche e rudi: Alan Jones . Il pilota australiano, spentosi all'età di 80 anni...

Pubblicata 05/11/2026 alle 13:30

Il mondo dell’automobilismo piange la scomparsa di una delle sue figure più iconiche e rudi: Alan Jones. Il pilota australiano, spentosi all’età di 80 anni dopo una breve malattia, non è stato solo un campione del mondo, ma il pilastro su cui Sir Frank Williams ha costruito il mito della sua scuderia. Con la sua morte, se ne va l’ultimo rappresentante di una Formula 1 fatta di muscoli, schiettezza e un approccio alle corse privo di qualsiasi compromesso.

Jones ha rappresentato lo spartiacque definitivo per il team Williams. Prima del suo arrivo, la squadra era una realtà ambiziosa ma ancora acerba; con lui, è diventata una corazzata capace di dominare la scena globale. Il legame tra il pilota di Melbourne, Frank Williams e il geniale progettista Patrick Head era basato su una profonda affinità elettiva: tutti e tre condividevano una filosofia improntata alla concretezza e al duro lavoro. Jones era il pilota ideale per quel team: un combattente che non cercava scuse e che chiedeva alla macchina solo la velocità necessaria per schiacciare gli avversari.

Il culmine della sua carriera arrivò nel 1980, anno in cui Jones conquistò il titolo mondiale piloti, il primo dei sette che la Williams avrebbe messo in bacheca nella sua storia. Fu una stagione trionfale, caratterizzata da cinque vittorie e una costanza di rendimento impressionante, culminata nel duello vinto contro Nelson Piquet. Jones divenne così il secondo australiano a salire sul trono della F1, raccogliendo l’eredità del leggendario Jack Brabham. Ma oltre ai numeri — 12 Gran Premi vinti su 116 partenze — è il modo in cui Jones otteneva i risultati a essere rimasto impresso nella memoria dei tifosi.

La sua vittoria nel 1977 in Austria, al volante della poco competitiva Shadow, aveva già mostrato al mondo di che pasta fosse fatto. Tuttavia, fu la parentesi tra il 1979 e il 1981 a definire la sua leggenda. Al volante della celebre Williams FW07, Jones divenne il parametro di riferimento per chiunque volesse definirsi un top driver. Persino dopo il suo primo ritiro nel 1981, avvenuto all’apice della forma fisica e mentale, il suo spirito continuò ad aleggiare nei box di Grove: ogni nuovo pilota della Williams veniva inevitabilmente paragonato a quel ruggente australiano che non temeva nulla e nessuno.

Nonostante un ritorno meno fortunato a metà degli anni Ottanta con il team Haas, la figura di Jones è rimasta centrale nel motorsport. Tornato nella sua terra d’origine, è diventato un stimato commentatore televisivo, mantenendo quel carattere verace e senza peli sulla lingua che lo aveva reso celebre in pista. Come ha ricordato la moglie Amanda Butler-Davis, il lascito di Alan Jones va oltre i trofei: è l’impronta indelebile di un uomo che ha vissuto ogni giro di pista con una passione incrollabile. Con lui scompare un pezzo di storia, quel racing sentiment che vedeva nel pilota un eroe solitario e pragmatico, capace di trasformare il metallo e la velocità in pura leggenda.