L'EDITORIALE

Trent’anni di visioni resistenti: il Queer Lisboa celebra il cinema dell’identità

Trent’anni di visioni resistenti: il Queer Lisboa celebra il cinema dell’identità

Il cinema torna a farsi presidio di libertà e memoria nella capitale portoghese. Dal 18 al 26 settembre, Lisbona ospita la trentesima edizione del Queer Lisboa...

Pubblicata 17/09/2026 alle 11:32

Il cinema torna a farsi presidio di libertà e memoria nella capitale portoghese. Dal 18 al 26 settembre, Lisbona ospita la trentesima edizione del Queer Lisboa, un traguardo storico per quello che è ormai diventato uno dei punti di riferimento internazionali per la cinematografia legata alle tematiche LGBTQ+. Con un programma imponente che vanta novantaquattro pellicole, il festival non si limita a proporre una rassegna di genere, ma si trasforma in un laboratorio politico e culturale dove l’immagine diventa strumento di riflessione sociale.

L’edizione del trentennale si presenta con un’architettura concettuale densa: gli organizzatori hanno scelto di declinare la selezione attorno a termini cardine come resistenza, utopia e desiderio. Non si tratta solo di estetica, ma di un atto di posizionamento in un panorama globale dove la rappresentazione delle minoranze è ancora terreno di scontro. Il festival si articolerà tra il monumentale Cinema São Jorge e la Cineteca di Lisbona, offrendo uno spazio di confronto diretto tra registi e spettatori, essenziale per mantenere vivo lo spirito comunitario della manifestazione.

Il sipario si alzerà venerdì sera con una firma d’autore prestigiosa: Ira Sachs. Il regista statunitense presenterà in anteprima nazionale The Man I Love, opera reduce dal successo di Cannes che esplora con delicatezza le complessità del sentimento maschile. La serata inaugurale sarà arricchita dalla performance artistica di Alarido, collettivo corale femminista e queer che sottolinea il legame indissolubile tra la settima arte e le altre forme di espressione militante.

Uno dei punti di forza di questa edizione è il forte legame con la Mostra del Cinema di Venezia. In concorso spiccano infatti titoli che hanno già lasciato il segno in Laguna, come il brasiliano London di Victor di Marco e Márcio Picoli, fresco vincitore del Queer Lion, e l’enigmatico Estrany Riu del catalano Jaume Claret Muxart. Questa continuità con i grandi festival generalisti dimostra quanto il cinema queer sia oggi capace di imporsi per qualità formale e profondità narrativa, uscendo dai confini della nicchia per parlare a un pubblico universale.

La chiusura della kermesse sarà affidata a un’opera di grande impatto emotivo, Tangles. Il lungometraggio d’animazione di Leah Nelson, tratto dall’omonima graphic novel, affronta il tema dell’Alzheimer intrecciandolo con le dinamiche familiari e identitarie, a conferma di come il festival sappia indagare le pieghe più fragili e universali della condizione umana. Ma l’onda culturale del Queer Lisboa non si esaurirà nella capitale: a novembre, infatti, la rassegna si sposterà verso nord per dare vita a Queer Porto, portando il cinema del dissenso e della bellezza in una nuova cornice urbana.