Vercelli si conferma oggi la capitale mondiale della risicoltura, accogliendo il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per il taglio del nastro della seconda edizione di Risò, il Festival Internazionale del Riso. La presenza della massima carica del Governo nel cuore delle “terre d’acqua” piemontesi non è solo un atto istituzionale, ma un segnale politico preciso sulla centralità dell’agroalimentare nella strategia di crescita del sistema Paese.
L’evento, giunto al suo secondo appuntamento, nasce con l’ambizione di trasformare un prodotto d’eccellenza territoriale in un asset diplomatico e commerciale di primo piano. In un’epoca segnata dall’incertezza geopolitica, il riso italiano — che rappresenta oltre il 50% della produzione dell’intera Unione Europea — assurge a simbolo di quella sovranità alimentare che l’esecutivo ha messo al centro del proprio programma. Per Vercelli, storica “capitale del riso”, questa rassegna rappresenta l’occasione per rivendicare un primato non solo quantitativo, ma qualitativo e culturale.
Durante il suo intervento inaugurale, il Presidente Meloni ha sottolineato come la filiera del riso sia un esempio virtuoso di connubio tra tradizione millenaria e innovazione tecnologica. Le risaie del vercellese, del novarese e della Lomellina non sono soltanto un paesaggio iconico, ma un distretto industriale a cielo aperto che affronta sfide epocali: dal cambiamento climatico, che impone una gestione sempre più oculata delle risorse idriche, alla concorrenza spesso sleale dei mercati asiatici, dove i costi di produzione e gli standard di sicurezza alimentare sono distanti da quelli continentali.
Il festival Risò si propone come un ponte tra i produttori locali e i mercati globali. Attraverso workshop, incontri B2B e tavole rotonde tecniche, la kermesse punta a valorizzare le varietà autoctone, dal celebre Carnaroli all’Arborio, fino alle nuove sperimentazioni bio. L’obiettivo è chiaro: evitare che il riso venga considerato una mera commodity e trasformarlo in un prodotto identitario capace di spuntare prezzi più alti sui mercati internazionali, garantendo così la sopravvivenza economica delle aziende agricole italiane.
La scelta di settembre per lo svolgimento della manifestazione non è casuale, coincidendo con la fase cruciale del raccolto. In questo scenario, la visita del premier serve anche a rassicurare un comparto che chiede tutele doganali più stringenti e investimenti nelle infrastrutture irrigue. Meloni ha ribadito l’impegno del governo a sostenere il Made in Italy agroalimentare in ogni sede, specialmente a Bruxelles, difendendo le specificità di una coltura che è parte integrante della storia e dell’economia del Nord Italia.
In conclusione, la seconda edizione di Risò segna un passo avanti fondamentale per il posizionamento del riso italiano nel mondo. Con il supporto delle istituzioni, il festival non è più soltanto una celebrazione locale, ma una vetrina strategica per dimostrare che l’agricoltura di qualità può e deve essere il motore trainante della nostra economia nazionale nel prossimo decennio.