L'EDITORIALE

Ridley Scott torna alla fantascienza: il viaggio esistenziale di 'The Dog Stars'

Ridley Scott torna alla fantascienza: il viaggio esistenziale di 'The Dog Stars'

Il prossimo 27 agosto segnerà un appuntamento imperdibile per gli amanti della fantascienza d'autore. Ridley Scott, maestro indiscusso del genere, torna a...

Pubblicata 22/08/2026 alle 06:57

Il prossimo 27 agosto segnerà un appuntamento imperdibile per gli amanti della fantascienza d’autore. Ridley Scott, maestro indiscusso del genere, torna a confrontarsi con scenari distopici portando sul grande schermo The Dog Stars, trasposizione cinematografica del fortunato romanzo d’esordio di Peter Heller. Parallelamente al debutto nelle sale, Bompiani propone al pubblico italiano il volume, tradotto da Francesco Graziosi, offrendo l’opportunità di immergersi nella cifra stilistica di una storia che scava a fondo nella resilienza umana.

Il cuore della narrazione pulsa nel Colorado post-apocalittico, un territorio reso arido e inospitale da una pandemia globale che ha decimato la popolazione. Qui incontriamo Higg, un uomo che ha trovato rifugio in un piccolo aeroporto dismesso, circondato dal silenzio di un mondo che non esiste più. La sua esistenza, condivisa unicamente con il fedele cane Jasper, è scandita dal rombo di un vecchio Cessna del 1965 e dalla sorveglianza armata insieme a Bangley, un compagno di sventura cinico e brutale. Se per Bangley la sopravvivenza giustifica ogni atrocità, Higg incarna un’anima in bilico, ancora capace di provare dolore per ciò che è andato perduto e costantemente in cerca di una redenzione che sembra negata.

Ciò che distingue The Dog Stars dai classici racconti di genere non è solo l’ambientazione bellica tra predoni e sopravvissuti, ma il lirismo con cui l’autore dipinge la solitudine. Il volo di Higg non è solo un esercizio di esplorazione geografica, ma un tentativo disperato di trascendere la propria condizione. Quando il protagonista decide di varcare il ‘punto di non ritorno’, sfidando l’autonomia del suo velivolo, la storia si trasforma in un viaggio interiore. L’approdo in un oasi di pace, dove incontrerà un padre e sua figlia, costringerà il protagonista — e il lettore — a interrogarsi sulla natura del legame umano e sulla possibilità di ricostruire un domani sulle macerie del passato.

Peter Heller, con un trascorso da giornalista e poeta, infonde nel romanzo una sensibilità particolare per la natura, che descrive con una bellezza quasi brutale, in grado di far sentire il protagonista ancora vivo nonostante il trauma. Con questa uscita, Bompiani non si limita a proporre un tie-in cinematografico, ma regala ai lettori italiani un’opera che è al contempo un thriller psicologico e un’elegia sulla speranza. In un panorama editoriale saturo di distopie a tinte forti, la voce di Heller si distingue per la capacità di bilanciare la durezza della fine del mondo con la grazia del sentimento. Un libro di oltre trecento pagine che, nell’attesa di vedere come l’occhio di Scott saprà interpretare questo Colorado desolato, si prepara a diventare uno dei titoli di riferimento per questa fine estate.