L'EDITORIALE

Scandalo nella sanità inglese: migliaia di segnalazioni insabbiate per nascondere i fallimenti della salute mentale

Scandalo nella sanità inglese: migliaia di segnalazioni insabbiate per nascondere i fallimenti della salute mentale

Non è solo un caso di cattiva amministrazione, ma un atto d’accusa che scuote profondamente il sistema sanitario del Regno Unito. L'inchiesta Lampard ,...

Pubblicata 19/07/2026 alle 08:48

Non è solo un caso di cattiva amministrazione, ma un atto d’accusa che scuote profondamente il sistema sanitario del Regno Unito. L’inchiesta Lampard, istituita per far luce sulla morte di oltre 2.000 pazienti psichiatrici in un arco di 24 anni nell’Essex, sta portando a galla una realtà inquietante fatta di omissioni, silenzi forzati e documenti fatti sparire nel nulla.

Al centro delle recenti udienze c’è la testimonianza di Brian O’Donnell, un dirigente clinico con oltre vent’anni di esperienza presso l’Essex Partnership University NHS Foundation Trust (EPUT). O’Donnell ha descritto un clima di omertà istituzionale, denunciando come gli fosse stato ordinato di “far sparire” circa 4.000 rapporti sulla sicurezza dei pazienti. Questi documenti non erano semplici note burocratiche, ma segnalazioni critiche riguardanti episodi di autolesionismo, aggressioni al personale e abusi di matrice razziale. Secondo il dirigente, la dirigenza temeva che la mole di segnalazioni inevase potesse compromettere la reputazione del Trust proprio mentre l’inchiesta pubblica stava entrando nel vivo.

Il racconto di O’Donnell delinea una strategia di gestione volta più alla protezione dell’immagine aziendale che alla tutela dei soggetti vulnerabili. Quando il dirigente ha iniziato a sollevare dubbi sulla regolarità di queste procedure, rifiutandosi di firmare indagini mai realmente eseguite, i rapporti sono semplicemente svaniti dal suo pannello di controllo digitale. Ma la pressione non si sarebbe fermata qui. O’Donnell ha denunciato un vero e proprio tentativo di isolamento professionale dopo aver testimoniato davanti al medico legale in merito alla tragica morte di Elise Sebastian, una ragazza di soli 16 anni trovata esanime nel 2021. Pochi giorni dopo la sua deposizione, i suoi accessi ai sistemi informatici di segnalazione sono stati revocati.

Le accuse dipingono un quadro di carenze croniche di personale, dove chiunque provasse a segnalare un problema veniva etichettato come un piantagrane. Nonostante la difesa ufficiale dell’EPUT, che dichiara di aver intrapreso un percorso di trasparenza e di prendere seriamente ogni incidente, le parole di O’Donnell suggeriscono una frattura insanabile tra i vertici e chi opera sul campo. Il messaggio inviato ai dipendenti, secondo quanto emerso, era chiaro: durante le inchieste e i procedimenti legali, bisognava parlare il meno possibile.

L’inchiesta Lampard prosegue ora con un peso morale ancora maggiore. Oltre alla ricerca delle responsabilità per i decessi passati, emerge l’urgenza di riformare un sistema che sembra aver trasformato il dolore dei pazienti e delle loro famiglie in una statistica scomoda da occultare. Per O’Donnell, la decisione di parlare non è stata una scelta facile, ma un atto dovuto: un debito di verità nei confronti di chi non ha più voce.