L'EDITORIALE

Cyber-offensiva d'estate: l'Italia nel mirino tra finte multe, PEC violate e l'ombra dell'IA

Cyber-offensiva d'estate: l'Italia nel mirino tra finte multe, PEC violate e l'ombra dell'IA

Il panorama della sicurezza informatica in Italia sta attraversando una fase di allerta massima . Gli ultimi dati diffusi dal CERT AgID, relativi alla...

Pubblicata 06/07/2026 alle 10:44

Il panorama della sicurezza informatica in Italia sta attraversando una fase di allerta massima. Gli ultimi dati diffusi dal CERT-AgID, relativi alla settimana centrale di giugno 2026, delineano un quadro inquietante: ben 200 campagne malevole hanno tentato di scardinare le difese di cittadini e istituzioni, con una netta prevalenza di attacchi costruiti su misura per il nostro Paese. Su 150 offensive mirate, il filo conduttore è stato lo sfruttamento della fiducia verso le piattaforme digitali dello Stato, ormai diventate il terreno di caccia preferito dai criminali del web.

Il fenomeno più massiccio riguarda il tema delle sanzioni amministrative. Sfruttando i nomi di servizi istituzionali come SEND e PagoPA, i malintenzionati hanno inondato smartphone e caselle email con oltre cento campagne di phishing diverse. L’obiettivo è chiaro: colpire l’utente nel portafogli, inducendolo a cliccare su link malevoli sotto la minaccia di imminenti scadenze o multe non pagate. Si tratta di una strategia psicologica che punta sull’urgenza e sul timore reverenziale verso la Pubblica Amministrazione.

Ma la vera novità risiede nell’evoluzione delle tecniche di inganno. Non ci troviamo più di fronte a semplici email sgrammaticate; l’attacco si fa ibrido. Un caso emblematico è quello che ha colpito l’Agenzia delle Entrate, dove il classico phishing si è trasformato in vishing (voice phishing). Gli aggressori, partendo da comunicazioni su presunti asset digitali e criptovalute, hanno inserito contatti telefonici diretti per manipolare le vittime attraverso la voce, rendendo la truffa decisamente più persuasiva e pericolosa.

Un altro fronte critico è quello della Posta Elettronica Certificata (PEC). Quello che dovrebbe essere il baluardo della comunicazione sicura tra cittadini e istituzioni sta diventando una vulnerabilità. Da inizio anno sono stati registrati oltre 650 eventi di compromissione legati a caselle PEC, utilizzate per diffondere spam o contenuti pericolosi. Questo trend in crescita mette in discussione l’integrità di uno strumento cardine per la digitalizzazione del Paese, evidenziando come anche i sistemi considerati più protetti non siano immuni da attacchi mirati.

Sullo sfondo tecnologico, emerge poi la minaccia dell’Intelligenza Artificiale. Il gruppo ransomware noto come “The Gentlemen” è riuscito a colpire circa 500 vittime in tempi record proprio grazie all’ottimizzazione dei processi tramite IA. Questo dimostra che il cybercrimine sta correndo più velocemente dei sistemi di difesa tradizionali, automatizzando le fasi di intrusione e rendendo i malware (come AgentTesla, FormBook e i nuovi trojan bancari per Android) sempre più difficili da intercettare.

Infine, non va sottovalutato il rischio per le infrastrutture pubbliche, recentemente esposte dal data leak FortiBleed. La fuga di credenziali legate ad apparati di rete critici pone seri interrogativi sulla resilienza dei nodi amministrativi italiani. In un’epoca in cui la guerra digitale non conosce tregua, la protezione dei dati non può più essere considerata un costo accessorio, ma un pilastro fondamentale per la sovranità digitale e la sicurezza nazionale.