L'EDITORIALE

Rush, il ruggito si spegne a Fort Worth: Geddy Lee fermato da problemi di salute

Rush, il ruggito si spegne a Fort Worth: Geddy Lee fermato da problemi di salute

Il rock progressivo è una questione di precisione, potenza e, soprattutto, di una dedizione incrollabile verso il proprio pubblico. Ma quando il corpo dice...

Pubblicata 01/07/2026 alle 10:35

Il rock progressivo è una questione di precisione, potenza e, soprattutto, di una dedizione incrollabile verso il proprio pubblico. Ma quando il corpo dice basta, anche le leggende devono fermarsi. È quanto accaduto ai Rush, che si sono visti costretti a sospendere le ultime tappe della loro permanenza alla Dickies Arena di Fort Worth, in Texas. A fermare la corsa della band canadese non è stata la stanchezza dei cinquant’anni di carriera, bensì una diagnosi medica severa per il frontman Geddy Lee, colpito simultaneamente da una laringite e da una bronchite.

La notizia, arrivata tramite i canali social ufficiali del gruppo, ha gelato l’entusiasmo dei fan che attendevano le ultime due date di un mini-ciclo di quattro concerti. Secondo quanto comunicato, le esibizioni originariamente previste per il 20 giugno e il 2 luglio sono state ufficialmente posticipate all’11 e al 13 luglio. La decisione è arrivata su stretto consiglio dei medici, i quali hanno imposto a Lee un periodo di riposo assoluto per permettere alle corde vocali e all’apparato respiratorio di recuperare pienamente prima di tornare a solcare il palcoscenico.

A rendere ancora più tangibile la gravità della situazione è stato l’intervento di Alex Lifeson. Il chitarrista e storico compagno d’armi di Lee ha condiviso un videomessaggio carico di rammarico, spiegando come, durante l’ultimo soundcheck, il cantante riuscisse a malapena a parlare, rendendo di fatto impossibile anche solo ipotizzare una performance canora. Lifeson ha sottolineato un concetto che sta alla base dell’etica lavorativa dei Rush: la band non è disposta a scendere a compromessi sulla qualità. Salire sul palco senza poter offrire il cento per cento delle proprie possibilità non è un’opzione per un trio che ha costruito il proprio mito sulla perfezione esecutiva.

Questa serie di concerti in Texas sembra essere accompagnata da una sorta di maledizione logistica. Già la scorsa settimana, il gruppo aveva dovuto riprogrammare una data a causa di imprevisti legati ai trasporti e ai controlli di frontiera che avevano bloccato la produzione. Nonostante le difficoltà, i Rush erano riusciti a portare a termine due show il 26 e il 28 giugno, dimostrando ancora una volta la loro tempra, prima che la salute di Lee subisse il crollo definitivo.

Per i sostenitori della band, la delusione è mitigata dalla certezza della serietà del gruppo. L’organizzazione ha confermato che i biglietti già acquistati rimarranno validi per le nuove date di metà luglio, mentre è stata prevista la possibilità di rimborso per chi non potrà partecipare ai recuperi.

In un panorama musicale dove spesso si ricorre a basi pre-registrate o a performance sottotono, la scelta dei Rush di fermarsi per rispetto del proprio nome e dei propri fan appare come un gesto di estrema onestà intellettuale. Resta ora l’attesa di vedere se Geddy Lee, con la stessa grinta che lo accompagna dal 1968, riuscirà a vincere questa battaglia contro l’influenza per tornare a far vibrare il suo basso sotto le luci della Dickies Arena.