L'EDITORIALE

Sfida spaziale a 5 chilometri al secondo: Hayabusa2 si prepara all’abbraccio ravvicinato con Torifune

Sfida spaziale a 5 chilometri al secondo: Hayabusa2 si prepara all’abbraccio ravvicinato con Torifune

La missione giapponese Hayabusa2 continua a scrivere la storia dell'esplorazione spaziale, dimostrando che per una sonda di successo non esiste realmente una...

Pubblicata 29/06/2026 alle 11:13

La missione giapponese Hayabusa2 continua a scrivere la storia dell’esplorazione spaziale, dimostrando che per una sonda di successo non esiste realmente una parola «fine». Dopo aver completato nel 2020 la sua missione principale — il recupero e la consegna a Terra di frammenti dell’asteroide Ryugu — il gioiello tecnologico della JAXA (l’agenzia spaziale giapponese) si appresta ora ad affrontare una delle manovre più audaci e tecnicamente complesse mai tentate: un flyby ravvicinatissimo con l’asteroide Torifune.

Il prossimo 5 luglio, Hayabusa2 sfreccerà a una velocità vertiginosa di 5,3 chilometri al secondo a una distanza stimata tra 1 e 10 chilometri dalla superficie di Torifune. L’obiettivo ambizioso degli ingegneri giapponesi è quello di stabilizzare la traiettoria a ridosso del limite inferiore, portando la sonda a soli 1.000 metri dal corpo celeste. Si tratta di un’operazione ad altissimo rischio, non prevista nel piano di volo originale, che metterà alla prova i sistemi di navigazione autonoma e la precisione degli strumenti di bordo.

Torifune, precedentemente noto con la sigla 2001 CC21, è un oggetto celeste avvolto nel mistero. Sebbene gli scienziati ipotizzino un diametro di circa 450 metri e una somiglianza con Itokawa, la reale morfologia dell’asteroide rimane un’incognita. Patrick Michel, uno dei principali scienziati del team, ha sottolineato come ogni nuovo asteroide visitato riservi regolarmente sorprese: Torifune potrebbe rivelarsi un sistema binario a contatto — due corpi uniti da una collisione lenta, simili a una «papera di gomma» — aggiungendo un ulteriore tassello a quello che Michel definisce lo «zoo degli asteroidi».

Ma l’importanza di questo incontro ravvicinato trascende la pura curiosità accademica. Il flyby di Torifune funge da banco di prova cruciale per la difesa planetaria. La capacità di sorvolare un oggetto potenzialmente pericoloso a velocità elevate, ottenendo dati fisici precisi in tempi ristretti, è una competenza vitale per il futuro dell’umanità. Questi test permetteranno di affinare le tecniche di ricognizione rapida necessarie prima di intervenire con missioni di impatto cinetico, sulla scia di quanto sperimentato dalla missione DART della NASA.

Nonostante qualche piccolo intoppo tecnico che lo scorso anno ha costretto la sonda a un breve periodo di standby in «safe mode», Hayabusa2 gode di ottima salute. Durante la sua lunga navigazione nel deep space, non è rimasta inerte, dedicandosi all’osservazione della luce zodiacale e alla ricerca di esopianeti. Il sorvolo di luglio è solo una tappa di un viaggio ancora lungo: il traguardo finale della missione estesa è fissato per il 2031, quando la sonda tenterà l’approccio con 1998 KY26, un minuscolo asteroide di appena 11 metri di larghezza. Se Hayabusa2 dovesse riuscire a posarsi su questo piccolo mondo, segnerebbe un record assoluto, confermando il Giappone come leader indiscusso nella manipolazione e nello studio dei corpi minori del Sistema Solare.