L'EDITORIALE

Tempesta su DeA Capital Re: Bankitalia impone il 'tabula rasa' per i legami con l'impero di Vítek

Tempesta su DeA Capital Re: Bankitalia impone il 'tabula rasa' per i legami con l'impero di Vítek

Il real estate romano si prepara a una scossa tellurica che parte da Via Nazionale e arriva dritta al cuore di DeA Capital Real Estate Sgr . L'autorità di...

Pubblicata 24/05/2026 alle 09:37

Il real estate romano si prepara a una scossa tellurica che parte da Via Nazionale e arriva dritta al cuore di DeA Capital Real Estate Sgr. L’autorità di vigilanza ha completato un’ispezione durata mesi, il cui esito non lascia spazio a interpretazioni: per la società di gestione del risparmio è giunto il momento di un radicale azzeramento dei vertici. Al centro delle preoccupazioni della Banca d’Italia non ci sono solo questioni burocratiche, ma una vulnerabilità profonda ai rischi di riciclaggio legata a flussi finanziari di enorme portata.

Il focus degli ispettori si è concentrato in particolare su tre veicoli d’investimento: i fondi Third Eye, Vision e Generation. Questi strumenti, che amministrano una massa gestita di circa 700 milioni di euro, rappresentano il ponte tra la finanza internazionale e la riqualificazione di aree strategiche della Capitale. Il filo conduttore di queste operazioni porta a Radovan Vítek, il magnate ceco a capo di CPI Property Group, che negli ultimi anni ha rilevato i resti dell’impero immobiliare della famiglia Parnasi, travolto nel 2018 dalle vicende giudiziarie legate al progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle.

Secondo quanto emerso dall’attività ispettiva conclusasi a fine 2025, la Sgr non avrebbe attivato filtri adeguati per monitorare la provenienza e la natura dei capitali impiegati nei grandi sviluppi romani. La risposta di Palazzo Koch è stata perentoria: è necessario un piano di rimedio urgente che passi per un nuovo assetto industriale e, soprattutto, per il ricambio totale degli organi amministrativi e di controllo. Bankitalia ha chiesto esplicitamente che il nuovo Consiglio di Amministrazione sia composto da figure di discontinuità, estranee alla precedente gestione, con l’inserimento obbligatorio di esperti certificati in materia di antiriciclaggio.

L’assemblea dei soci prevista per domani segna dunque una data spartiacque. Se il nome di Giancarlo Scotti (ex Cdp Real Asset) circola con insistenza per la guida operativa, la sfida che attende il nuovo management va ben oltre la semplice gestione immobiliare. Si tratta di ricostruire una reputazione di trasparenza in un mercato, quello romano, storicamente complesso e recentemente finito sotto la lente per le manovre d’acquisto di Vítek. Sebbene il tycoon ceco non sia attualmente indagato in Italia, il suo passato internazionale — segnato da una condanna in Lussemburgo per manipolazione del mercato — impone alle autorità italiane una vigilanza strettissima.

L’operazione di pulizia profonda imposta a DeA Capital Re non è solo un atto dovuto verso il regolatore, ma un segnale per l’intero settore del risparmio gestito. In un’epoca di grandi flussi di capitali esteri nel mattone italiano, la governance e il controllo dei flussi non possono più essere considerati accessori, ma pilastri fondamentali della stabilità finanziaria nazionale. Il delisting di Next Re e l’attivismo di CPI Property Group sul mercato confermano che l’interesse per gli asset italiani resta alto, ma d’ora in avanti il prezzo dell’ingresso nel salotto buono dell’immobiliare sarà un rigore procedurale senza sconti.