L'EDITORIALE

Garlasco, la svolta del caso Sempio: l'ombra dell'uomo solo dietro il delitto di Chiara Poggi

Garlasco, la svolta del caso Sempio: l'ombra dell'uomo solo dietro il delitto di Chiara Poggi

A distanza di oltre quindici anni dal tragico omicidio di Chiara Poggi, il giallo di Garlasco continua a riscrivere le sue pagine più oscure. L’inchiesta bis,...

Pubblicata 29/04/2026 alle 20:32

A distanza di oltre quindici anni dal tragico omicidio di Chiara Poggi, il giallo di Garlasco continua a riscrivere le sue pagine più oscure. L’inchiesta bis, nata per fare luce su zone d’ombra mai del tutto chiarite, ha subito nelle ultime ore un’accelerazione significativa che ne cambia radicalmente la prospettiva: Andrea Sempio, il trentottenne finito sotto la lente degli inquirenti, non è più sospettato di aver agito in concorso con altri, ma viene ora indagato come unico responsabile del delitto.

Il mutamento del capo d’imputazione rappresenta un punto di svolta cruciale. Se inizialmente la Procura di Pavia ipotizzava un coinvolgimento di Sempio in collaborazione con terzi — o addirittura in una dinamica condivisa con Alberto Stasi — oggi la tesi del «solitario» prende il sopravvento. Cade dunque l’idea di un omicidio di gruppo o di una complicità occulta: per i magistrati, Sempio potrebbe aver colpito Chiara Poggi agendo in totale autonomia. Questo cambio di rotta non è solo formale, ma riflette l’evoluzione di un quadro probatorio che si è fatto via via più stringente intorno alla sua figura.

Il fulcro di questa nuova architettura accusatoria risiede nella genetica forense. Le perizie tecniche condotte negli ultimi mesi hanno infatti evidenziato una compatibilità tra il DNA di Sempio e le tracce biologiche rinvenute sotto le unghie della vittima. Un elemento dirompente che, se confermato in sede processuale, ribalterebbe anni di verità giudiziarie, considerando che le medesime analisi hanno invece escluso la presenza di tracce riconducibili ad Alberto Stasi, l’uomo che sta attualmente scontando la condanna definitiva per l’omicidio.

Nonostante il peso delle evidenze scientifiche, Andrea Sempio ha scelto finora la via del silenzio istituzionale. Sebbene sia apparso in diverse trasmissioni televisive per fornire la propria versione dei fatti, non ha mai accettato di rispondere formalmente ai magistrati. Il prossimo 6 maggio rappresenta, in questo senso, una data spartiacque: l’uomo è stato convocato per un interrogatorio che potrebbe essere l’ultima occasione utile per chiarire la sua posizione prima che la Procura dichiari chiuse le indagini.

La strategia della difesa, guidata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, appare tuttavia improntata alla massima cautela. I legali hanno sottolineato come la convocazione sia giunta senza che gli atti d’indagine siano stati ancora depositati, una circostanza che limita la possibilità di costruire una replica puntuale alle accuse. Per tale ragione, non è escluso che l’indagato possa avvalersi della facoltà di non rispondere, rimandando il confronto al momento in cui l’intero fascicolo sarà a disposizione delle parti.

Sullo sfondo di questo braccio di ferro legale resta la posizione di Alberto Stasi. Se le nuove indagini dovessero cristallizzare la colpevolezza di Sempio come unico autore del reato, la revisione del processo per Stasi diverrebbe un atto quasi dovuto. Il caso di Garlasco, dunque, si prepara a vivere l’ennesimo atto di una tragedia infinita, sospesa tra il desiderio di verità della famiglia Poggi e il rischio concreto di un clamoroso errore giudiziario che ha segnato la cronaca nera italiana dell’ultimo ventennio.